VASTO. Centraline che funzionano a giorni alterni e valori che superano i limiti di legge. Svela aspetti inediti il dossier elaborato dall’associazione civica Porta Nuova sulla qualità dell’aria nel distretto industriale del Vastese. L’area è quella che raggruppa gli agglomerati di Piana Sant’Angelo a San Salvo, di Valsinello a Gissi e della Val di Sangro ad Atessa. Lo studio, che porta la firma di Michele Celenza , presidente del sodalizio, giunge a conclusioni che contestano i risultati del piano regionale per la tutela della qualità dell’aria, il documento di riferimento della politica del settore. «Secondo il piano regionale nel distretto industriale del Vastese la qualità dell’aria è buona, occorre solo mantenerla com’è», premette Celenza , «nel nostro studio dimostriamo, invece, che questa diagnosi si basa su dati inaffidabili perché al di sotto dell’obiettivo per la qualità dei dati previsto dalla legge: almeno il 90% dei giorni su base annua. In realtà, nel quadriennio di riferimento 2002-2006 le centraline installate nelle zone industriali di San Salvo ed Atessa, hanno funzionato a giorni alterni, monitorando solo sei mesi su dodici. Analizziamo, ad esempio, gli ossidi di azoto», continua il presidente dell’associazione civica, «secondo i dati ufficiali l’agglomerato di Piana Sant’Angelo è il maggior polo di emissioni di ossidi di azoto (NOx) nella fascia adriatica tra Ravenna e Taranto. Secondo il piano regionale, non si registrano superamenti dei limiti di legge che, invece, ci sono a Pescara, dove le emissioni sono notevolmente inferiori. Non sarà per caso che, a San Salvo, il funzionamento della centralina al 50% o poco più ha leggermente falsato i risultati? Senza considerare», aggiunge Celenza , «che le stazioni fisse per il monitoraggio sono spente dall’ottobre 2008 a San Salvo e dall’ottobre 2007 ad Atessa». Per quanto riguarda, invece, la zona industriale di Gissi, dove dall’estate 2008 funziona la centrale a turbogas, lo studio mette in risalto che gli effetti dell’impianto – 1.608 tonnellate l’anno di ossidi di azoto e oltre un milione e mezzo di tonnellate annue di gas serra (anidride carbonica) – non vengono neppure presi in considerazione. Secondo il portavoce del sodalizio – che ha illustrato il dossier ala presenza di Pasquale Colantonio (CostAmbiente), Antonio Bianco (Ecovie Lanciano) e Rienzo Di Biase (Movimento spontaneo San Salvo) – occorre «rivedere le classificazioni del piano regionale, fare una valutazione preliminare della qualità dell’aria, informare i cittadini, istituire un organismo permanente di consultazione che riunisca autorità politiche, tecnici e associazioni sui temi di maggior rilevanza ambientale oltre che giungere alla collocazione di centraline fisse dell’Arta almeno a Vasto, San Salvo e Atessa».
fonte ilcentro.it





