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Panem et circenses

Palazzi Carunchio

imgpalazzocarunchioRisultano edificati appena fuori della cinta muraria; infatti la salita S. Francesco costituiva l’ingresso principale alla città da ovest quindi dalle strade di grande traffico. Ambedue sono riferiti storicamente alla famiglia Carunchio di cui si hanno notizie dai primi anni dell’800 in Gissi. I due palazzi presentano caratteristiche tipologiche diverse: il più antico (riconducibile ai primi decenni dell’800) presenta una forma lunga e stretta con un coronamento ad archetti all’ultimo piano, il secondo, oggetto del presente restauro, è di poco successivo su pianta quadra con cortile interno. Le tecniche strutturali delle varie componenti del complesso monumentale rispecchiano quelle in uso nel tempo. Le masse murarie in pietra di gesso locale, sono realizzate con la tradizionale tecnica di accosto dei vari elementi; le volte dei locali al pianterreno e primo piano sono realizzate con conglomerato a base di gesso gettate su tavole sagomate. Le volte al secondo e al terzo piano sono invece in mattoni. Tradizionalmente esse venivano riempite superiormente con materiale arido, laterizio e scorie calcaree frantumate; l’irrigidimento veniva effettuato dai piani di calpestio superiori. La struttura portante, al di sopra della linea delle volte sostengono la struttura lignea della copertura costituita da capriate ed incavallature e successiva orditura (grossa e piccola) per il manto di copertura in coppi. Le strutture di fondazione risultano sostanzialmente in pietrame irregolarmente listato con scarso legante di malta (o addirittura senza) con intercalati materiali sciolti e terrosi, poco profonde; in più zone sono evidenti tratti affioranti della roccia di gesso su cui sono state erette murature portanti.

Chiesa Santa Maria Assunta

imgchiesasantamariaCon molta probabilità essa fu costruita sulle strutture della pieve che nella visita pastorale del 1496 viene fatta risalire al IV o VII secolo d.C. La tradizione vuole che i gissani facessero una catena con le braccia per trasportare le pietre dal fiume Sinello alla Chiesa matrice di S. Maria de lisci. Nel 1115, in forza della bolla di papa Pasquale II, la chiesa passò sotto la giurisdizione del vescovo di Chieti. Nella visita pastorale del 1568, si legge che la chiesa «ha l’altare maggiore intitolato all’Assunta»; la notizia è di grande importanza in quanto documenta che la devozione dei nostri padri anticipò di secoli la proclamazione del Dogma (1950); la stessa devozione che li spingeva a costruire chiese e cappelle. Nell’ambito della chiesa stessa operavano sin da quel epoca le confraternite del Sacramento e del Rosario. Nel 1742 l’ingegnere regio B.De Lellis, in relazione alla chiesa di S. Maria Assunta di Gissi, così scriveva: ”si entra mediante tre porte, una grande e due piccole e consiste in tre navi coperte a lamia ingessato di buona architettura; in testa vi è l’Altare Maggiore, isolato dietro vi è il Coro con sua Sacrestia; a destra ed a sinistra vi sono 8 Cappelle che al presente si stanno rifacendo di miglior forma; sopra l’entrata vi è l’organo e Campanile con tre campane, una grande e due piccole. In detta chiesa vi è il ius patronato. ..Viene la chiesa suddetta governata da tre Sacerdoti, uno dei quali con titolo di Preposito, un Suddiacono ed un clero, e tiene di rendita annui 200 ducati, unita con la Congregazione dei Secolari che sta in essa. Contiguo al campanile suddetto vi sta l’orologio a campana”. Godendo di ius patronato la chiesa era svincolata dall’autorità del vescovo circa l’amministrazione dei beni; esente perciò dal pagamento delle decime che venivano versate alla chiesa romana. Nel 1752 fu istituito l’Oratorio ed eretta la nuova confraternita dell’Immacolata Concezione. Due grandi campane furono fuse nel 1839 e dopo il 1840 furono aperte alla chiesa due finestre e si ripulì la sagrestia sulla cui porta si legge: A.D. 1763. Fin dall’ anno 1844 la Chiesa di S. Maria risultava essere di collocazione regia; aveva un prevosto, due economi e la mensa prepositurale aveva 783,84 ducati. In questo anno fu costruita la cappella della Concezione decorata solo nel XX secolo. Di tutte le statue, l’unica datata è quella di San Nicola costruita nel 1868.

L’Organo

imgorganoUn grande ed artistico organo, vero gioiello d’arte barocca, troneggia dal 1691 sopra l’ingresso principale del tempio e ne costituisce un degno ornamento. Il 20 agosto 1958 fu inaugurato un nuovo organo a sistema elettromagnetico. Esso consta di 1250 canne, 14 registri reali e 12 meccanici, 2 tastiere di 61 note.

Il Campanileimgcampanile

A fianco della gradinata laterale sorge l’odierno campanile restaurato per la prima volta insieme alla chiesa nel 1904. E’ alto più di 30 metri e lungo le pareti occhieggiano feritoie che danno aria e luce alla gradinata a chiocciola. Dai finestroni della cella campanaria, stagliato nell’azzurro del cielo si ammira un panorama imponente che va dal mare alle cime più alte dell’Appennino. Dal XII secolo il campanile è legato al concetto di avvistamento, segnalazione, difesa simbolo di unità civica. Nel 1947, dopo 108 anni, nuovamente fusa e riportata al suo antico splendore, la campana grande fu sollennemente benedetta alla presenza di numerose autorità civili, politiche e religiose e del popolo festante, dell’allora Vicario generale monsignor Benedetto Falcucci.

Chiesa San Bernardino

Un’ antichissima tradizione orale trasmessaci dai nostri padri, vuole che S.Bernardino venisse a predicare a Gissi nel 1434, ma ne fosse scacciato a sassate; allontanandosi dal paese chiesasanbernardinoavrebbe promesso di tornare. Infatti, come si vedrà più avanti, è tornato pochi anni fa nel 1980. Già nel 1496, ad appena 52 anni dalla morte del Santo, nella vecchia chiesa di S. Maria c’era un altare a lui dedicato, probabilmente dove oggi c’è la sua statua. La devozione al Santo Protettore fu propagata dai frati minori del locale convento di S. Francesco d’Assisi, al quale ancora oggi è dedicata una via nella parte vecchia dell’abitato. Col passare degli anni i gissani cominciarono ad invocarlo, ed in riparazione del rifiuto di quella lontana predica, gli eressero una chiesa verso la fine del XV secolo e lo scelsero come loro Protettore, unico caso in Abruzzo, fissandone la festa commemorativa al 20 maggio di ogni anno. Nel 1850 Giovanni Sabatini, un paesano maestro muratore dotato di intuizioni architettoniche, costruì una chiesa più grande alla fine di un viale intitolato al Santo. Durante la prima guerra mondiale, un profugo veneto la decorò raffigurandovi le Tre Virtù Teologali. Pare che in seguito ad apparizioni del Santo e devoti gissani in continua apprensione per le frequenti grandinate, fosse decisa l’apertura di una seconda porta rivolta ad occidente “per sentire quasi idealmente il respiro del Santo”, che riposa nella grande basilica aquilana dal 20 maggio 1444. Nel 1960, a causa delle precarie condizioni di stabilità, la chiesa fu abbattuta e al suo posto ne fu costruita un’altra di stile moderno. Fu demolito anche l’annesso palazzo che dal 1881 aveva ospitato la pretura, il carcere mandamentale, le scuole elementari e, al piano terra, il lungo garage della futura Società automobilistica gissana (1909). Le pareti del grandioso complesso in gesso resistevano quasi miracolosamente agli strappi; il lungo cavo d’acciaio, azionato da una potente ruspa, si spezzò tra l’incredulità del manovratore ed il commento negativo dei cittadini presenti.

La statua

La statua del Santo titolare, alla quale allude la tradizione, è riposta in una nicchia che si apre al di sopra del suo altare, di fronte alla porta laterale d’entrata. È una statua lignea di piccole dimensioni (alta m. 1,15) e tinteggiata. Il Santo, in abito minoritico che scende a pieghe sottili.

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Chiesa Santa Lucia

Tutti gli anni, esattamente il 20 agosto si festeggia S.Lucia. Immersa in una oasi di verde, la piccola chiesa è protagonista della manifestazione religiosa in onore alla Santa, dove i fedeli si recano in processione per rendervi omaggio. La pineta di S.Lucia, soprattutto l’estate è meta di molti turisti che puntualmente vanno a trascorrere ore di assoluta spensieratezza, associata alla santità del luogo.

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