Come preannunciato nell’articolo precedente ecco a voi la rubrica dove inserirò periodicamente, degli articoli riguardanti temi di vario genere di interesse generale, ma sopratutto che possano suscitare la vostra curiosità ed interesse.
In collaborazione con l’amico/collega Luigi Giaccari, parliamo di Turbogas cercando si spiegarvi in modo semplice il suo funzionamento, e alcune curiosità come fatturato ed emissioni.
Per prima cosa ripercorriamo brevemente l’iter che ha caratterizzato la nascita della centrale
La legge n.55 del 2002 comunemente chiamata legge sblocca centrali, stabilisce che la costruzione e l’esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici sono dichiarati opere di pubblica utilità e soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dal Ministero delle attività produttive.
Il progetto della centrale di Gissi ha ricevuto parere positivo di compatibilità ambientale con decreto DEC/DSA/2004/0019 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.
L’autorizzazione per la costruzione delle centrale è stata rilasciata dal Ministero delle Attività Produttive con decreto n.55/01/2004 del 02/04/2004.
Nel dicembre 2004 sono iniziati i lavori di adeguamento del sito e di costruzione della centrale.
La centrale è di proprietà di Abruzzo Energia SpA facente parte del gruppo a2a, che ne detiene l’89,94% delle azioni.
Come è fatta la centrale di Gissi, come funziona?
Quella che comunemente chiamiamo in modo erroneo turbogas (impianto con sole turbine a gas), è una centrale termoelettrica a ciclo combinato, ovvero utilizza per la produzione di energia elettrica sia turbine a gas che a vapore.
Le centrali elettriche a ciclo combinato, hanno rendimenti più elevati rispetto alle centrali tradizionali, circa il 57-59%, ovvero, nel caso specifico di Gissi a fronte di una potenza termica entrante di 1430 MW abbiamo una potenza elettrica di 840 MW immessa nella rete nazionale.
L’impianto situato a Gissi, è caratterizzato da due unità per la produzione di energia elettrica dalla potenza nominale di 400MW, costituite ciascuna da una turbina a gas, un alternatore ed una turbina a vapore collegati sullo stesso albero, un generatore di vapore a recupero, un trasformatore elevatore di tensione ed i servizi ausiliari necessari al funzionamento della centrale.

La centrale è alimentata da gas naturale, il quale viene inviato alle turbine, l’energia chimica in esso contenuta, viene trasformata, attraverso la combustione con l’aria, in energia meccanica che mette il moto le turbine a gas e gli alimentatori.
I fumi esausti prodotti dalle turbine a gas, avendo temperature elevate, vengono inviati nei generatori di vapore a recupero, in cui avviene uno scambio di energia termica, in altre parole, i fumi ancora caldi scaldano l’acqua contenute nelle caldaie producendo vapore, dopo aver attraversato il generatore di vapore, i fumi vengono espulsi in atmosfera mediante un camino altro circa 65m, costituito da due canne indipendenti (uno per ogni impianto di produzione).
Il vapore viene convogliato nelle turbine a vapore, dove viene fatto espandere producendo ulteriore lavoro meccanico che mette in rotazione le turbine stesse e gli alternatori, i quali trasformano l’energia meccanica in energia elettrica.
Nell’impianto sono presenti dei condensatori ad aria (esistono anche quelli ad acqua), che hanno il compito di condensare attraverso il raffreddamento il vapore in uscita dalle turbine a vapore, l’acqua condensata viene reinmessa attraverso una pompa nel generatore di vapore a recupero.

La connessione della centrale con la rete elettrica nazionale, è effettuata mediante dei trasformatori elevatori di tensione.
Per chi di voi ha visto camion che trasportavano verso la centrale dei serbatoi contenenti dei liquidi, molto probabilmente si tratta di acido cloridrico (HCl) ed idrossido di sodio (NaOH), utilizzati per la demineralizzazione e il pretrattamento dell’acqua ad uso industriale(prelevata dal depuratore del consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale del Vastese) utilizzata durante le fasi del ciclo produttivo.
Luigi Giaccari – La Turbogas inquina?
Su questo punto voglio essere molto fermo. Spesso viene accoppiato al termine gas il termine “pulito”. Questo sta a dire che il gas è semplicemente meno inquinante del carbone (ormai quasi del tutto abbandonato). Non significa quindi che la centrale non è inquinante, attualmente le uniche fonti energetiche davvero pulite sono il fotovoltaico e l’eolico.
Una disputa è attualmente in corso sui danni delle turbogas. In particolare sui danni delle polveri sottili, ovvero piccole particelle di gas che non bruciando vengono emesse nell’atmosfera. La loro pericolosità sta proprio nelle ridotte dimensioni, infatti riescono ad evitare le nostre difese naturali e a penetrare in profondità nei polmoni.
Queste polveri sono comunemente chiamate pm10.
L’emissione annua di anidride carbonica considerando un funzionamento annuo di 8000 ore è di circa 2.400.000 tonnellate, pari all’emissione di un milione di autovetture medie che percorrono 15000 Km all’anno.
Per quanto riguarda l’emissione annua di ossidi di azoto è pari a circa 1000 tonnellate.
Quanta gas brucia?
Vediamo di fare un rapido calcolo su quanto gas viene bruciato in un impianto del genere. Il metano ha un potere calorifico di 50′000 KJ/kg, questo vuol dire che bruciando in un secondo un kg di metano viene prodotta una potenza termica di 50MW.
Per vari motivi non tutta l’energia termica può essere trasformata in elettricità, questo processo ha un rendimento di meno del 58%, cioè nella migliore delle ipotesi, solo il 58% del calore prodotto dal metano diventa elettricità, la restante parte viene immessa nell’ambiente sottoforma di calore.
Per produrre 840MW servono allora 840/(0,58*50) kg di metano al secondo. Il risultato? circa 28 kg di metano al secondo. Esatto la centrale brucerà circa 28kg di metano al secondo.
Per bruciare un kg di metano servono 17kg di aria, questo se consideriamo un rapporto stechiometrico, ma negli impianti con turbine a gas, la combustione avviene con eccesso d’aria (2-3 volte maggiore di quella necessaria), ai fini di limitare la temperatura dei fumi all’uscita della turbina a gas. Quindi, è intuibile che dal camino uscirà una bella colonna di fumo.
Quali sono gli effetti dell’impianto sull’ambiente circostante?
Gli effetti fisici della centrale sull’ambiente sono dovuti ai fumi emessi e al calore rilasciato (quello che non diventa elettricità). I fumi peggiorano la qualità dell’aria. L’innalzamento della temperatura può turbare l’ecosistema circostante.
Ci sono poi i danni indotti, che spesso sono voci che non compaiono in bilancio e vengono perciò trascurati. Chi saprebbe calcolare la svalutazione degli immobili nelle zone circostanti? Sicuramente le case limitrofe subiranno i danni maggiori dovuto alla svalutazione. Non è facile vendere una casa con affianco un’enorme colonna di fumo.
Quanto fattura?
Il fatturato può essere calcolato in questo modo:
Un impianto da 840MW che funziona per un ora produce 840.000 kWh. Il costo di un kWh è di circa 10 centesimi. Dunque in un giorno:
24 ore x 0,1 euro/kWh x 840.000 kWh = 2.016.000 euro/giorno
Si avete capito bene, fatturano 2 milioni di euro al giorno.
Vediamo in un anno (8000 ore circa considerando alcuni giorni di manutenzione):
8000 ore x 0,1 euro/kWh x 840.000 kWh = 672.000.000 euro/anno
In un anno il fatturato è di circa 700 milioni di euro.
Quanto guadagniamo con la Turbogas?
Il contratto fra la Abruzzo energia ed il Comune di Gissi può essere reperito su:
http://www.comunegissi.it/
Gissi ha preso un milione di euro una tantum, e prenderà 50.000 euro annui per 25 anni (da rivalutare secondo gli indici ISTAT). Sto indagando sugli introiti derivanti da imposizioni legislative. Ad esempio a quanto ammontano i versamenti ICI oppure quanta parte del fatturato deve essere devoluta al comune.
Aggiornamento: Al Comune di Gissi spetta il 40% di 0,20 Euro per MWh prodotto per 7 anni, il che vuol dire circa 500.000 euro l’anno nel caso la centrale funzionasse a pieno regime (8000 ore l’anno di funzionamento e 6700 GWh prodotti), per un totale di 3.500.000 euro.
Attualmente non si hanno notizie su riduzioni del costo dell’energia per la zona industriale della valsinello.
L’impianto è attualmente in funzione?
No. Non lavorandoci dentro non so dirvi il perchè ma sono sicuro che l’impianto è fermo. La mia convinzione nasce dal fatto che, come vi ho spiegato, l’enorme quantità di gas bruciato deve emettere fumi che attualmente non ci sono. Inoltre ho visto in foto diversi impianti in funzione con annessa colonna di fumo e ho avuto la possibilità di vedere il nostro impianto funzionare veramente nelle ore notturne. La colonna di fumo si vedeva e come.
La mia ipotesi è che abbiano avuto problemi durante il collaudo oppure stiano aspettando l’ultimazione di qualche impianto ausiliario, ma di questo non posso esserne sicuro.
Aggiornamento: Secondo quanto riportato da QuiQuotidiano del 12 Febbraio 2010, la centrale funziona a pieno ritmo.
Per qualsiasi spiegazione o altra curiosità anche di carattere puramente tecnico non esitare a porre altre domande.