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Il modello Lodigiano

Cosa c’entra il territorio Lodigiano con Gissi? Verrebbe da dire nulla, ma in realtà c’è qualcosa che li accomuna, ovvero una centrale termoelettrica a ciclo combinato da 800 MW. Infatti, nel territorio dei comuni di Bertonico e Turano Lodigiano, entro il terzo trimestre 2010 entrerà in servizio una centrale realizzata da Sorgenia SpA, la stessa che ha realizzato quella di Termoli.

Voi direte, ma la notizia dov’è? La notizia è nella convenzione stipulata in data 28 Gennaio 2010 tra Sorgenia SpA, la Provincia di Lodi e i comuni interessati dalla centrale.

Vi riporto i punti salienti della convenzione sopracitata:

  • La durata della convenzione è stabilita in 7 anni dalla marcia commerciale dell’impianto;
  • E’ tassativamente esclusa la possibilità di ogni tipo di utilizzo, anche a titolo sperimentale, di combustibili fossili diversi dal gas naturale, di incenerire rifiuti e di produrre energia con combustibile nucleare.
  • Sorgenia SpA si obbliga ad eseguire ed attuare:
    1. Riduzione emissioni Ossidi di azoto (NOx) mediante un significativo abbattimento del limite medio giornaliero di emissioni di NOx dall’autorizzato 30mg/Nm3 a 25 mg/Nm3, sin dalla messa a regime dell’impianto. Inoltre, attraverso l’adeguamento alla migliore tecnologia di combustione disponibile in quella data alla prima manutenzione generale (plausibilmente entro il primo triennio). Nell’arco del successivo triennio le parti concorderanno eventuali ulteriori miglioramenti;
    2. Installazione di un catalizzatore di CO con efficienza di abbattimento pari al 90% che consente la riduzione delle emissioni di CO a valori inferiori a 5 mg/Nm3 (contro i 30 mg/Nm3 previsti dall’autorizzazione);
    3. Predisporre la centrale per la fornitura di calore/freddo a società produttive limitrofe al sito di insediamento, al fine di ottenere un miglioramento complessivo dell’efficienza energetica e di conseguenza diminuire l’emissione complessiva di CO;
    4. Monitoraggi ambientali mediante analisi di sistemi  biologici per 3 anni;
    5. Disponibilità ad ulteriori monitoraggi di emissioni e/o immissioni in atmosfera per 3 anni, da concordare con enti tecnici di controllo;
    6. Realizzazione di due biodigestori;
    7. Realizzazione di 50 Ettari di bosco e relativa manutenzione per 10 anni;
    8. Realizzazione di Piste ciclabili;
    9. Distribuzione di lampade a basso consumo energetico per le famiglie;
    10. L’installazione di pannelli fotovoltaici sulle abitazioni e sugli edifici pubblici;
    11. L’erogazione di premi per progetti e tesi di laurea per 5 anni;
    12. Rendere disponibili per la pubblicazione sul web i dati sulle emissioni in tempo reale;
    13. Rafforzare le potenzialità del sito Bertonico – Turano Lodigiano o zone industriali site nei Comuni contermini ai fini dell’ubicazione  di nuove attività produttive, mettendo loro a disposizione a prezzi di favore calore, energia elettrica e freddo;
  • Istituzione di un Tavolo di controllo che suggerirà a Sorgenia SpA nuove tecnologie con le quali continuare ad abbassare le emissioni;
  • Le Parti si impegnano alla costituzione di un Tavolo di Coordinamento finalizzato al monitoraggio dell’esecuzione degli obblighi contenuti nella convenzione e negli eventuali accordi separati stipulati tra Sorgenia SpA e le amministrazioni comunali per tutta la durata di detta convenzione;
  • Compensazioni economiche pari a 7.300.000 euro per la Provincia di Lodi e gli 8 Comuni interessati.

L’elenco di quanto ottenuto dagli enti Lodigiani è ancora lungo, vi assicuro è interminabile.

Le opere di mitigazione ambientale in aggiunta alle compensazioni economiche che Sorgenia SpA si impegna a ottemperare ammontano a un totale di 45 milioni di euro.

A questo punto è d’obbligo fare un confronto con quanto ottenuto dal Comune di Gissi. Il giudizio lo lascio a voi lettori, ma credo che non ci storia a riguardo.

Per chi volesse consultare “le carte” e approfondire il discorso cliccate qui: Convenzione Ambientale tra Sorgenia SpA, la Provincia di Lodi, il Comune di Bertonico e i Comuni contermini.

Per i più tenaci e curiosi di fare un confronto tra Gissi e il Lodigiano cliccate qui: Accordo di transazione tra Comune di Gissi e Abruzzo Energia SpA.

P.S. Da ricordare che nel consiglio comunale di Giovedì 11 Febbraio, la maggioranza ha bocciato la proposta della minoranza di riaprire le trattative con Abruzzo Energia SpA.

P.P.S. Nell’articolo Sapevate che… La “Turbogas” di Gissi troverete informazioni utili per un quadro del discorso più completo.

Riferimenti:
Provincia Lodi
Quotidiano Il Giorno
Comune Gissi

Pochissimi iscritti per l’asilo nido

La notizia non è destinata a suscitare stupore o clamore, semplicemente per il fatto che il flop delle iscrizioni era prevedibile. L’articolo apparso su Il Centro del 17 Settembre, parla di situazione paradossale “nonostante la presenza di diversi insediamenti industriali nell’agglomerato di Val Sinello, dove ci sono fabbriche che impiegano prevalentemente manodopera femminile, come la Golden Lady e le aziende del gruppo Canali.”

L’articolo non dice che le suddette fabbriche stanno ricorrendo massicciamente alla cassa integrazione, quindi è logico dedurre che la maggior parte di coloro che dovrebbero usufruire di questo “importante servizio socio-educativo” non vanno a lavoro, quindi possono prendersi cura dei loro figli autonomamente.

In secondo luogo una retta mensile di “soli” 130-150 euro per genitori in cassa integrazione, o ancor peggio monoreddito, potrebbe risultare eccessiva. Voi che ne dite?

Altro punto è la situazione socio-demografica del territorio, è noto a tutti che i paesini dell’entroterra si stanno spopolando, inoltre il tasso di natalità diminuisce ogni anno, il che vuol dire che i bambini sono sempre meno, di conseguenza è ancora logico aspettarsi poche iscrizioni nelle scuole e per l’appunto in un asilo nido.

Ultima motivazione, a mio avviso molto importante e riconducibile al punto precedente (siamo in un paese non in una città), è la concorrenza agguerrita e super competitiva dei nonni, i genitori preferiscono affidare i propri pargoletti a loro, che meglio di chiunque altro sono in grado di crescere i figli. Solo quando è strettamente necessario si ricorre a strutture del genere, quindi era più che scontato aspettarsi un risultato negativo.

Di seguito l’articolo de Il Centro:

Solo 6 iscritti nell’asilo per le mamme-lavoratrici

GISSI. La struttura è grande, bella e accogliente, ma mancano i principali fruitori, cioè i bambini da 0 a tre anni. Sono aperte le iscrizioni all’asilo nido di località Piano Ospedale, un immobile di mille metri quadri realizzato dal Consorzio industriale e passato nel 2006, con la firma della convenzione, sotto la gestione del Comune. L’apertura dell’importante servizio socio-educativo, rinviata più volte in questi anni, è stata programmata per lunedì prossimo, ma di bambini iscritti, al momento, ne risultano sei a fronte di una capienza di 60 posti. Sembra per certi versi paradossale, ma il rischio che non si riesca a raggiungere il numero minimo di iscrizioni è abbastanza concreto, nonostante la presenza di diversi insediamenti industriali nell’agglomerato di Val Sinello, dove ci sono fabbriche che impiegano prevalentemente manodopera femminile, come la Golden Lady e le aziende del gruppo Canali. Eppure il Comune – che ha dato in gestione il servizio ad un consorzio di cooperative, Sgs (Servizi globali socio-sanitari) – si è dato da fare in questi mesi per pubblicizzare l’apertura dell’asilo, inviando lettere alle famiglie di Gissi e dando la possibilità anche ai genitori residenti in altri comuni di poter iscrivere i loro figli nella grande struttura. Piuttosto contenuta la retta mensile (da un minimo di 130 a un massimo di 150 euro) e comodo l’orario di apertura: dalle 7,30 alle 18. Costato 370mila euro, il nido è pronto dal 2005. Il progetto, finanziato con fondi della ex Cassa per il Mezzogiorno, è stato appaltato dal Consorzio industriale per due volte. Anna Bontempo

GissAgosto non è piacuto….ai visitatori del blog!

Chiudo il sondaggio riguardo il soddisfacimento delle manifestazioni estive, che ha avuto un esito a dir poco disastroso. L’82 % dei votanti ha dato un giudizio negativo, di questi il 46% ha ritenuto il recente programma estivo uno spreco di soldi.

Sicuramente si può obiettare l’esiguo numero di votanti che compongono il campione, in ogni caso si potrà discutere sui i dati che vi fornirò.

Le recenti manifestazioni estive sono costate 44.000 euro, di cui:

  • 29.500 euro stanziati dal Comune di Gissi;
  • 14.500 euro derivanti da sponsorizzazioni, contributi, raccolta popolare etc…

E adesso cosa ne pensate?

Malasanità, non chiudete quella porta!

Muore 23enne per la chiusura della sala operatoria

Non siamo a Gissi (per ora), ma a Mazzarino in provincia di Caltanisetta, dove un giovane di 23 anni, circa una settimana fa, era rimasto coinvolto in un incidente con la sua motocicletta e nella caduta si era tranciato una gamba. È stato portato all’ospedale Santo Stefano del paese, ma i medici non hanno potuto intervenire perché la sala operatoria era chiusa, e hanno fatto trasferire il ragazzo al Sant’Elia di Caltanissetta, dove subito dopo il ricovero il giovane è morto, probabilmente a causa dell’imponente emorragia.

Mercoledì sera, subito dopo i funerali, il padre del ragazzo si è incatenato davanti all’ospedale di Mazzarino. I suoi concittadini, solidali con lui ma allo stesso tempo indignati per il disservizio che la chiusura della sala operatoria comporta, nella notte sono scesi in piazza. Le proteste hanno causato il blocco della strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Gela, organizzato da centinaia di cittadini mazzarinesi, inoltre alcuni manifestanti, hanno iniziato lo sciopero della fame.

L’ospedale di Mazzarino, un paese di 12000 abitanti, aveva subito i “tagli” previsti dal piano di ridimensionamento della sanità della regione Sicilia, tagli che hanno comportato la chiusura della sala operatoria.

Ho deciso di parlarvi di questo episodio di cronaca e di malasanità, in quanto vedo delle analogie con l’ospedale di Gissi, dove i disservizi ed i tagli si fanno sentire ed anche a gran voce.

Degli esempi?

  1. Chirurgia assente e sale operatorie non utilizzate;
  2. Alcuni servizi indispensabili per l’efficienza ed il funzionamento del pronto soccorso non sono più erogati (es: radiologia nei pomeriggi estivi) ;
  3. I pazienti vengono dirottati anche con mezzi propri (niente ambulanza) presso il pronto soccorso di Vasto, ove nonostante la gravità dei pazienti (codice rosso/giallo) devono attendere ore prima di poter usufruire delle prestazioni mediche necessarie.

C’è da chiedersi perchè intasare l’ospedale di Vasto quando quello di Gissi ha personale in servizio e strutture adatte ed idonee che non vengono utilizzate secondo principi di economicità ed efficienza?

Si può definire ancora ospedale il nosocomio di Gissi? Credo proprio di no.

Allora cari Gissani, prendiamo esempio dai Mazzarinesi, che stanno protestando contro il ridimensionemento del loro ospedale, ne va della nostra salute e quella dei nostri cari.

Meglio un giorno da leone, che cento da pecora.

Operazione Trasparenza

Il comma 1 dell’articolo 21 - Legge n. 69 del 18 giugno 2009 prevede l’obbligo per le pubbliche amministrazioni, quindi anche per i Comuni, di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.

E sul “sito” del Comune di Gissi…..?