2009 agosto | Il Blog del Paese di Gissi

Archivio di agosto, 2009

Un centro di riabilitazione, questo è il futuro dell’ospedale di Gissi

ospgissiCari lettori, l’argomento più gettonato in questi ultimi giorni (a dire il vero da diversi anni) è la sanità abruzzese, ed in particolare, riguarda il futuro dei nosocomi presenti sul territorio.

In un articolo precedente, vi ho riportato il comunicato stampa sul futuro della ASL Lanciano-Vasto, dove si parlava del ruolo che avrebbe ricoperto ciascun ospedale. Oggi vi riporto un articolo de Il Centro, in cui si illustra in modo più approfondito il futuro del nostro ospedale.

GISSI. Guardando il presente, si capisce qual è il futuro che attende l’ospedale civile di Gissi: un centro dedicato principalmente alla riabilitazione e alla lungodegenza, all’assistenza dei pazienti cronici, con strutture chirurgiche per piccoli interventi in day surgery. Il piano industriale redatto dalla Asl Lanciano-Vasto sul ruolo che avranno i 5 ospedali frentani e da poco approvato dal commissario regionale alla sanità, Gino Redigolo , conferma sulla carta quanto già avvenuto all’interno dell’ospedale di Gissi, come in quello di Casoli.  Negli ultimi due anni, infatti, a Gissi sono stati soppressi i posti letto dei reparti di chirurgia e oculistica (le visite sono ambulatoriali e gli interventi in day surgery), mentre la lungodegenza e la riabilitazione hanno acquistato sempre maggiore spazio. Ed è a questi due settori che è affidato il futuro dell’ospedale che, fanno sapere dalla Asl, grazie alla riconversione non sarà chiuso.  «A Gissi nascerà il primo reparto di riabilitazione dell’azienda. Fino a oggi», dicono dalla sede frentana, «non c’è un reparto ospedaliero destinato alla riabilitazione con posti letto dedicati, per i pazienti che hanno bisogno di ricoveri lunghi, per una efficace rieducazione ad esempio post-ictus, o post-incidente. Chi ha bisogno si rivolge alle cliniche private, come Villa Giulia, Villa Verde. Con il reparto, invece, resteranno in ospedale, assistiti 24 ore su 24».  I posti letto da destinare alla nuova unità operativa saranno recuperati all’interno della struttura e il numero sarà deciso in base alle direttive regionali. Anche il personale sarà interno, anche perché nuove assunzioni non si possono fare. Oltre alla lungodegenza e riabilitazione l’ospedale di Gissi, come quello di Casoli, si specializzerà negli interventi di day surgery.  Il servizio, attivo da due anni, dà ottimi risultati, gli stessi conseguiti negli altri servizi -come le visite ambulatoriali di diabetologia, oculistica- che nel 2008, hanno fatto registrare un incremento delle prestazioni del 45.5 per cento.  Un risultato che, aggiunto all’incremento del 307 per cento delle attività svolte dal distretto sanitario di base spostato all’interno dell’ospedale, sanciscono la salvezza della struttura. (t.d.r. Il Centro)

La mia domanda: Il Pronto Soccorso che ruolo avrà nel futuro dell’ospedale di Gissi?

Chiarezza sul bilancio della provincia

Ricevo da Tommaso Coletti e pubblico

BilancioChi parla di probabile dissesto dell’Ente lo fa in mala fede, in maniera vendicativa o solamente per ragioni politiche, interpretando le norme a proprio piacimento cosi’ come , spesso, è avvenuto nel passato. Ne si può confondere il ripristino del fondo di cassa per spese di investimento con il bilancio di competenza dell’ente come ha fatto il Presidente Di Giuseppantonio. Inizia così l’intervento dell’ ex presidente della Provincia ,Tommaso Coletti, attorniato dal capogruppo del Pd,Camillo D’Amico e dagli altri consiglieri del gruppo.L’immobilismo di questa Giunta e di questa maggioranza non può essere imputato allo stato di “salute” dell’Ente. I sedici milioni per interventi sulle strade ci sono e devono essere spesi, i contributi per interventi nel settore turistico nei 28 comuni del Patto territoriale Chietino- Ortonese devono solo essere elargiti, la costituzione del CST, già finanziato dal Ministero per l’innovazione,deve essere concretizzato, l’intervento sociale a favore del movimento vita indipendente deve essere solo attuato , i lavori per la biblioteca De Meis devono solo ripartire essendo le carte perfettamente in ordine,(  a proposito di responsabilità del crollo della struttura vorrei ricordare al nuovo presidente che la partita fu gestita dalla passata amministrazione di centrodestra e che le verifiche le sta facendo la Magistratura,mentre la mia amministrazione si è trovata a gestire le problematiche a seguito del crollo, quali il recupero dei libri e la messa in sicurezza del cantiere) , cosi come tantissime altre iniziative in corso che, purtroppo , si sono fermate con l’arrivo di questa amministrazione.

Il Bilancio dell’ Ente continua Coletti, e ‘ sano con le problematiche comuni a tutti gli altri enti locali derivanti dalla diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato. Per quanto riguarda la parte corrente del bilancio 2009 ritengo si  possa chiudere tranquillamente a pareggio. Il trasferimento di un milione e seicentomila euro arrivati in questi giorni dalla regione  per competenze trasferite alle province e non ancora previsti nel bilancio e la minore spesa di circa un milione e settecentomila euro per interessi sui bop emessi negli anni scorsi , daranno la possibilità all’Ente di assicurare  tutti i servizi di propria  competenza e di coprire  tutte le spese fisse derivanti da contratti o obbligazioni. Per quanto riguarda gli eventuali debiti fuori bilancio da riconoscersi con le procedure di cui all’art. 193 del decreto legislativo 267 del 2000 , essi dovranno essere deliberati entro il 30 settembre 2009 ed in quella sede stabilire la fonte per la copertura della spesa. Da informazioni assunte presso gli uffici competenti ad oggi i debiti fuori bilancio riguardano circa 600.000 euro per sentenze relative a contenziosi nel settore lavori pubblici, attinenti ,tra l’altro,  le amministrazioni precedenti la mia e circa un milione  di euro creato da un dirigente senza delibera di indirizzo degli organi istituzionali , così come voluto specificatamente dalla legge, e,  quindi,difficilmente riconoscibile come debito. Allora, conclude Coletti, dove sono gli estremi per una ipotesi di dissesto cosi come prescritto dall’art. 244 del testo unico che recita:”Si ha il dissesto finanziario se l’Ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi a cui non si possa fare validamente fronte con le modalità di cui all’art. 193, nonche con le modalità di cui all’art. 194 per le fattispecie ivi previste”.  Non siamo assolutamente in queste condizioni! Tra l’altro la passata amministrazione, così come voluto dalla normativa statale, ha deliberato in Consiglio Provinciale un piano di dismissione del patrimonio non utilizzato( case cantoniere, il vecchio istituto agrario di Paglieta, ecc. per un valore complessivo di circa settemilioni e mezzo di euro che devono essere iscritti ancora nella parte entrata del bilancio. Tale somma, in caso di necessità,  può essere utilizzata per la copertura di eventuali debiti fuori bilancio da riconoscersi con le procedure di cui all’art. 193. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, conclude il sen. Coletti, ma è necessario che chi ha vinto le elezioni comprenda fino in fondo che è arrivato il momento di operare. La comunità si aspetta di più, per questo ha voltato pagina invertendo i ruoli delle due coalizioni. Noi questo lo abbiamo compreso, gli altri pensano di essere ancora minoranza.

Approvato piano industriale ASL Lanciano-Vasto

asl(AGI)  – E’ stato approvato dal commissario di governo Gino Redigolo il piano industriale della Asl Lanciano-Vasto che definisce un ruolo per ciascun ospedale, secondo una logica di integrazione finalizzata al miglioramento dell’assistenza e dell’ efficienza. Il documento istituzionalizza il presidio ospedaliero unico, articolato in cinque stabilimenti di produzione, caratterizzati da funzioni diverse ma comunque integrate e complementari: cosi’ Lanciano e Vasto, pur condividendo un profilo di base comune, presentano ciascuno delle specificita’ che ne diversificano l’attivita’: per Lanciano la chirurgia maxillo facciale, la stroke unit, il trauma team, mentre Vasto punta, tra l’altro, su emodinamica, endoscopia digestiva, malattie infettive. Differenziare e’ anche la parola d’ordine per gli ospedali minori: attivita’ chirurgica multidisciplinare programmata e ricoveri acuti per Atessa, mentre Casoli e Gissi sono destinati al trattamento dei pazienti cronici e alla sperimentazione di nuove formule organizzative come l’Utap e l’ospedale di comunita’, che prevedono il coinvolgimento dei medici di medicina generale nella continuita’ dell’assistenza e nella gestione diretta di alcuni posti letto. Ma i progetti di sviluppo riguardano anche il territorio, dove resta al primo posto il potenziamento della rete dell’emergenza, che da sola richiede un investimento pari a 2,2 milioni di euro, senza trascurare il potenziamento del sistema delle cure domiciliari e della residenzialita’ assistita.

Malasanità, non chiudete quella porta!

Muore 23enne per la chiusura della sala operatoria

Non siamo a Gissi (per ora), ma a Mazzarino in provincia di Caltanisetta, dove un giovane di 23 anni, circa una settimana fa, era rimasto coinvolto in un incidente con la sua motocicletta e nella caduta si era tranciato una gamba. È stato portato all’ospedale Santo Stefano del paese, ma i medici non hanno potuto intervenire perché la sala operatoria era chiusa, e hanno fatto trasferire il ragazzo al Sant’Elia di Caltanissetta, dove subito dopo il ricovero il giovane è morto, probabilmente a causa dell’imponente emorragia.

Mercoledì sera, subito dopo i funerali, il padre del ragazzo si è incatenato davanti all’ospedale di Mazzarino. I suoi concittadini, solidali con lui ma allo stesso tempo indignati per il disservizio che la chiusura della sala operatoria comporta, nella notte sono scesi in piazza. Le proteste hanno causato il blocco della strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Gela, organizzato da centinaia di cittadini mazzarinesi, inoltre alcuni manifestanti, hanno iniziato lo sciopero della fame.

L’ospedale di Mazzarino, un paese di 12000 abitanti, aveva subito i “tagli” previsti dal piano di ridimensionamento della sanità della regione Sicilia, tagli che hanno comportato la chiusura della sala operatoria.

Ho deciso di parlarvi di questo episodio di cronaca e di malasanità, in quanto vedo delle analogie con l’ospedale di Gissi, dove i disservizi ed i tagli si fanno sentire ed anche a gran voce.

Degli esempi?

  1. Chirurgia assente e sale operatorie non utilizzate;
  2. Alcuni servizi indispensabili per l’efficienza ed il funzionamento del pronto soccorso non sono più erogati (es: radiologia nei pomeriggi estivi) ;
  3. I pazienti vengono dirottati anche con mezzi propri (niente ambulanza) presso il pronto soccorso di Vasto, ove nonostante la gravità dei pazienti (codice rosso/giallo) devono attendere ore prima di poter usufruire delle prestazioni mediche necessarie.

C’è da chiedersi perchè intasare l’ospedale di Vasto quando quello di Gissi ha personale in servizio e strutture adatte ed idonee che non vengono utilizzate secondo principi di economicità ed efficienza?

Si può definire ancora ospedale il nosocomio di Gissi? Credo proprio di no.

Allora cari Gissani, prendiamo esempio dai Mazzarinesi, che stanno protestando contro il ridimensionemento del loro ospedale, ne va della nostra salute e quella dei nostri cari.

Meglio un giorno da leone, che cento da pecora.

Operazione Trasparenza

Il comma 1 dell’articolo 21 - Legge n. 69 del 18 giugno 2009 prevede l’obbligo per le pubbliche amministrazioni, quindi anche per i Comuni, di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.

E sul “sito” del Comune di Gissi…..?